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Zona Vallarsa: 1,5 milioni per i lavori

Dovrebbe pagarli la cooperativa:
il Comune si appella alla Provincia

(dal quotidiano Alto Adige - 17.7.2011) di Bruno Canali

SSV Leifers Hockey Panthers Tribune Brantenbach LAIVES. Supera abbondantemente il milione e mezzo di euro la spesa necessaria per mettere in sicurezza le rocce a picco sulla zona sportiva Vallarsa. La stima dopo le verifiche geologiche, intanto l´area rimane chiusa. «Per affrontare una spesa di questo genere abbiamo chiesto aiuto alla Provincia - afferma Georg Zelger, assessore all´urbanistica -. Aspettiamo una risposta». La zona sportiva è proprietà di una cooperativa privata la quale gestisce pista ghiacciata e campi da tennis, oltre ad una piccola area verde ricreativa. E proprio il fatto di essere una struttura privata potrebbe rappresentare adesso un handicap per il finanziamento delle opere di messa in sicurezza. Il dubbio era già stato sollevato in consiglio comunale mesi fa da Christian Bianchi, che aveva citato a proposito il decreto del presidente Durnwalder del 5 agosto 2008, concernente i piani delle zone di pericolo. All´articolo 9, dove si parla espressamente di «impianti sportivi e per il tempo libero», premettendo che anche questi «sono da sottoporre alla verifica di compatibilità idrogeologica e idraulica», si avverte che comunque «l´elaborazione di questa verifica è a spese del proprietario o gestore». Brutta tegola sulla testa della cooperativa proprietaria dell´area Vallarsa, anche perché di sua proprietà, oltre ai campi sportivi, è anche la parete rocciosa dalla quale potrebbero cadere i massi. È evidente che la cooperativa di suo non può nemmeno sognarsi di finanziare progetti e lavori di messa in sicurezza milionari, ma va chiarito se lo possono fare a loro volta gli enti pubblici (Comune e Provincia), magari accampando l´interesse collettivo visto che l´area è frequentata da centinaia di visitatori e giovani atleti. Intanto l´Hockey Club Ssv Leifers ha già dovuto trovare un´alternativa per allenamenti e partite delle proprie squadre giovanili: la stagione agonistica inizierà ad ottobre, ma la preparazione dovrà incominciare molto prima. Ben difficilmente per fine estate la zona Vallarsa potrà tornare agibile e quindi tutti ad Ora o Egna, con inevitabile lievitazione dei costi per la società, che ha già chiesto sostegno all´amministrazione comunale per questi problemi. Che la Vallarsa fosse una zona a rischio per la caduta massi era risaputo, tant´è che anche in passato vennero installate delle protezioni paramassi. Questo stato di cose però è ritornato di attualità in concomitanza con lo scavo della galleria per la variante stradale di Laives, scavo che avviene mediante brillamento di mine. Il tunnel avanza 150 metri circa all´interno proprio delle rocce che rappresentano il maggior rischio.

Wartezeiten - aspettando Godot

Zona Vallarsa chiusa
hockey preoccupato per la nuova stagione

(dal quotidiano Alto Adige - 13.6.2011) di Bruno Canali

LAIVES. Dirigenti e giocatori dell’hockey Ssv Leifers Panthers stanno ancora attendendo di sapere quale sarà il destino della zona sportiva Vallarsa, ancora chiusa con un’ordinanza del sindaco per il rischio di caduta massi. Attendono di saperlo perché è già tempo di programmare i calendari relativi alla nuova stagione agonistica, che inizierà in autunno, ma la cui preparazione prenderà il via molto prima.
Il presidente Helmut Visintin ad ogni modo è ottimista, perché, entro la fine di questo mese si dovrebbe sapere qualche cosa in più e se già nei prossimi mesi si inizierà con la realizzazione delle opere di messa in sicurezza della parete rocciosa alle spalle del campo di pattinaggio e di quelli per il tennis, in modo che per fine anno il campo potrebbe tornare agibile.
Tutti questi problemi erano emersi anche nella riunione che ha avuto luogo tempo fa tra esponenti dell’hockey e sindaco Di Fede. Già nel momento in cui la zona Vallarsa è stata chiusa al pubblico si era messo in preventivo la necessità di spostare anche l’hockey su altri campi, ad Ora e ad Egna. E’ quello che è stato fatto in effetti, perché i giovani hockeisti locali, partecipano agli allenamenti a secco proprio a Egna e ad Ora.
Per la società è un notevole sacrificio, non solo economico.

Not just peanuts - non solo noccioline

Zona Vallarsa ancora chiusa, attesa la perizia
(dal quotidiano Alto Adige - 26.5.2011)

SSV Leifers Hockey Panthers Steinschlag Brantenbach LAIVES. L´amministrazione attende il pronunciamento dei geologi per capire quali dovranno essere gli interventi da fare sulla parete rocciosa alle spalle della zona sportiva Vallarsa se si vuole ripristinare le condizioni di sicurezza e riaprire al pubblico. Questo dovrebbe essere quanto prima, anche perchè i responsabili dell´Hockey Leifers, possano programmare la nuova stagione che inizierà ad ottobre. Se il campo ghiaccio in Vallarsa non sarà agibile, occorrerà prenotare ore presso quelli di Ora ed Egna ma eventualmente va fatto al più presto. Per quanto concerne la spesa ipotizzabile per la messa in sicurezza, anche il sindaco ha detto all´assemblea pubblica dell´altra sera che, ´non saranno noccioline´. Trovare i soldi quindi sarà un ulteriore problema per la cooperativa proprietaria della zona Vallarsa, perché essendo privata, il Comune non potrà sborsare un euro per questi interventi, così come non lo potrà fare la Protezione civile, proprio perché area e parete rocciosa sono proprietà privata. Anche per questo, appena si è manifestato il problema, è stato congelato il contributo di 500mila euro che il Comune voleva assegnare per la copertura del campo ghiaccio.

L´hockey trasloca a Ora ed Egna

Zona Vallarsa ancora chiusa,
le famiglie chiedono aiuto al Comune

(dal quotidiano Alto Adige - 25.5.2011) di Bruno Canali

LAIVES. I responsabili dell´Ssv Laives Hockey Panthers sono molto preoccupati: la zona Vallarsa, dove sorge il campo sul quale si allenano e giocano le partite casalinghe, è chiusa con ordinanza del sindaco per motivi di sicurezza geologica; e, almeno per il momento, non c´è nemmeno la speranza che possa essere riaperta in vista della prossima stagione agonistica, il cui avvio è previsto per il mese di ottobre. Hanno chiesto un incontro alla giunta comunale per avere un´idea di quello che li attende. Chi si aspettava garanzie o certezze però è rimasto deluso: né il sindaco e né i suoi assessori hanno saputo fornire indicazioni. «Dopo la chiusura della zona Vallarsa - ha spiegato Liliana Di Fede - attendiamo le indicazioni dei tecnici e dei geologi per conoscere gli interventi necessari per rimettere in sicurezza l´area. È un fatto, ad ogni modo, che la perforazione della variante in galleria all´interno della parete rocciosa ha aumentato il grado di rischio». Insomma, con ogni probabilità ad ottobre il campo da hockey ancora off limits e perciò i ragazzi delle squadre locali saranno costretti ad allenarsi fuori casa. «Questo sarebbe il nostro piano B - ha spiegato Cristina Stocker, dirigente dell´Ssv Laives Panthers - ovvero portare i nostri giovani ad Ora e ad Egna. Però lo possiamo fase solo se il Comune ci darà un sostegno economico adeguato e se il problema non si protrarrà troppo a lungo. Già oggi sappiamo di famiglie che meditano di portare i loro figli altrove e questo significherebbe la morte della nostra società». Un altro grosso problema da risolvere sarà quello dei lavori di messa in sicurezza. La cooperativa tedesca proprietaria dell´area Vallarsa è privata e anche la parete rocciosa è di sua proprietà. Questo, secondo le nuove normative provinciali, significa che il Comune non può assolutamente dare contributi alla cooperativa né per i progetti di messa in sicurezza e neppure per le opere paramassi. Per questo, anche durante l´incontro con gli amministratori comunali, qualche genitore ha buttato lì la tesi già esposta in consiglio comunale dal Pdl: «Perché non si prende in considerazione la possibilità di spostare definitivamente campo da hockey e campi da tennis altrove, ad esempio in zona sportiva Galizia?». «Perché - ha risposto il vicesindaco Bruno Ceschini - la spesa sarebbe troppo elevata». Sul tema interviene anche il consigliere Pdl Claudia Furlani: «Io, oltre che all´hockey, penso anche alle centinaia di ragazzi e adulti che, con ogni probabilità, questo inverno saranno senza un campo per pattinare. Ritengo perciò che l´idea di spostare definitivamente quel campo non sia da sottovalutare».

Chiusa la zona sportiva Vallarsa

Ordinanza del sindaco,
la cooperativa vuole i risultati della perizia

(dal quotidiano Alto Adige - 3.5.2011) di Bruno Canali

LAIVES. Da qualche giorno la zona ricreativa e sportiva Vallarsa è "off limits" a causa dell´ordinanza emessa dal sindaco per scongiurare incidenti provocati dall´eventuale caduta di massi dovuta all´instabilità del fronte roccioso, aggravata in questo periodo dagli scavi per la realizzazione della galleria per la variante, che stanno infatti avanzando proprio in quella direzione ogni giorno di più. Per la realizzazione del tunnel, è previsto anche il brillamento di mine: le vibrazioni causate dalle esplosioni potrebbero provocare il distacco di qualche masso. Per questo si è deciso di chiudere la zona ed è anche stata commissionata una perizia geologica, già nelle mani dell´amministrazione comunale. Attendono di conoscerne i risultati anche i che i rappresentanti della cooperativa proprietaria dell´area. «Ci avevano detto che per la metà di aprile ci avrebbero fatto sapere qualcosa - dice Helmut Visintin, presidente della cooperativa - ma non sappiamo ancora nulla di preciso. Le società ci chiedono la disponibilità del ghiaccio per la prossima stagione sportiva, ma noi non sappiamo cosa rispondere». «La perizia è stata consegnata regolarmente - replica il sindaco, Liliana Di Fede - e adesso si tratta di approfondire i dati, per capire come dovremo comportarci». Il sindaco preferisce non sbilanciarsi fino a quando non avrà dati certi e definitivi, ma a quanto sembra, almeno fino a che la perforazione del tunnel stradale non avrà superato la zona Vallarsa, è probabile che il divieto di accesso rimanga. Se non ci saranno sorprese (sempre possibili nel sottosuolo) per fine luglio potrebbe saltare l´ultimo diaframma che separa il troncone nord da quello sud della galleria. L´incertezza sta già creando diversi problemi: come detto, la zona ricreativa e sportiva della cooperativa privata è chiusa, così come è chiuso l´accesso all´area verde più a monte, dove c´è il campo da beach volley. Problemi anche per i ragazzi che frequentano la scuola agraria italiana che, non potendo più servirsi del ristorante della zona Vallarsa, hanno dovuto optare per un´altra soluzione in zona industriale a Laives. Anche il custode dei campi si è trasferito per ora a Pineta. Adesso si tratta di capire come procedere per il futuro, se una volta terminato lo scavo della galleria sarà possibile riprendere normalmente le attività in Vallarsa oppure se lo si potrà fare solo dopo che saranno stati fatti lavori di bonifica e messa in sicurezza. E ancora, a quale spesa si dovrà andare incontro per sostenerli. Sono tutti punti di domanda che preoccupano i rappresentanti della cooperativa proprietaria dell´area.

Hockey: von wegen Männerscache

Italienpokal für Alessia, Cristina, Kika und Lena
(aus der Tageszeitung Dolomiten vom 15.4.2011)

SSV Leifers Hockey Panthers Rassegna Stampa - Presseschau - Alla guida dei Panthers Leifers Von wegen Männersache - Dolomiten 15.4.2010 Klicke hier um zu vergrößern - clicca qui per vedere l´ingrandimento>

Panthers Under 13 secondi a Pinzolo

Laives Panthers Under 13 secondi a Pinzolo
(dal quotidiano Alto Adige - 13.4.2011) di Bruno Canali

LAIVES. L´Under 13 dell´Ssv Laives Hockey Panthers si è qualificata seconda all´Ice Cup di Pinzolo, cedendo solo in finale contro il Val di Sole, un risultato ottimo per il team cittadino, tenuto conto che su 6 incontri ne ha vinti 5. Altri impegni di fine stagione sono il "Torneo Franziskaner, alla Sill di Bolzano, che vedrà impegnata la squadra Under 12, e infine quello di domenica 17 aprile a Cortina d´Ampezzo. Poi il calendario sarà praticamente esaurito

Vallarsa: al via i rilievi geologici

Zona Vallarsa: al via i rilievi geologici
(dal quotidiano Alto Adige - 3.4.2011) di Bruno Canali

LAIVES. Sono iniziati l´altro giorno i rilievi geologici sulle pareti rocciose che sovrastano la zona sportiva e ricreativa Vallarsa. Per questo le strutture sono state chiuse al pubblico e non è comunque un grande disagio, perché intanto l´hockey è terminato e il tennis non incomincerà prima del 10 aprile. Rimane però l´incertezza che preoccupa i rappresentanti dell´Ssv Leifers Hockey Panthers, che già pensano a cosa succederà in ottobre, se la chiusura del campo di pattinaggio dovesse protrarsi o peggio, diventare definitiva. Sospeso anche il progetto della copertura.

Hockey femminile: Nadine in nazionale

La Zaccherini con le azzurre batte la Germania
(dal quotidiano Alto Adige - 31.3.2011) di Bruno Canali

LAIVES. Nella nazionale femminile di hockey Under 18 che ha vinto recentemente in Germania contro le tedesche in amichevole c´era anche Nadine Zaccherini dell´Ssv Leifers hockey. Per lei un´esperienza e un risultato sicuramente emozionanti, utili anche per il suo futuro agonistico. Per la prima volta inoltre, a condurre la selezione femminile c´era uno staff interamente "rosa", con Manuela Friz capo allenatore, la sua assistente Wally Caser e la team leader Manuela Costantini. Il collettivo ha saputo imporsi per 4 a 3 sulle pur quotate tedesche Under 18.

Vallarsa: c´è uno spiraglio

Zona Vallarsa, c´è uno spiraglio
(dal quotidiano Alto Adige - 19.3.2011) di Bruno Canali

LAIVES. Per la zona sportiva e ricreativa Vallarsa si cerca una soluzione che possa consentire di mantenere un´apertura quantomeno parziale. Ne hanno parlato ieri pomeriggio il sindaco e i rappresentanti della cooperativa proprietaria dell´area. Tutto dipenderà dalla valutazione geologica, attesa orientativamente per il primo aprile. In ansia ci sono sia i nuotatori dell´Ssv Leifers che i tennisti. All´incontro con il sindaco Di Fede ha preso parte anche Helmut Visintin, presidente della cooperativa, che conferma la situazione. «Adesso si tratta di attendere le indicazioni che ci daranno i tecnici e speriamo proprio che si possa mantenere almeno una parte dell´area agibile, quella in cui il rischio non è così elevato. I campi da tennis sono chiusi e la stagione sportiva non inizierà prima del 6 o 8 aprile e per quella data sapremo di più. Nel complesso che ospita il bar, c´è anche la palestra utilizzata dall´Ssv Leifers nuoto e dai tennisti per gli allenamenti a secco. Sarebbe un brutto colpo dover chiudere tutto». Probabilmente avrà luogo un nuovo confronto tra qualche giorno tra sindaco e responsabili della coop. Lo dice proprio la Di Fede analizzando gli sviluppi della situazione. «È stato un incontro sereno e costruttivo e probabilmente lunedì ci troveremo di nuovo. Tempi precisi ancora non ne ho e dobbiamo attendere ciò che stabiliranno i tecnici. Sappiamo solo che non tutta l´area della coop in Vallarsa ha lo stesso grado di rischio e se sarà possibile una parte potrebbe restare praticabile. Certo, con i lavori di scavo della galleria della variante dentro la roccia alle spalle della zona, il rischio di caduta massi che già esiste potrebbe aggravarsi. Il geologo dovrà anche stabilire quali opere siano necessarie per la messa in sicurezza di quelle pareti». Secondo Liliana Di Fede, ad inizio aprile potrebbe essere pronta una prima bozza del piano di intervento e in base a quella si potrà stabilire come procedere e se ci siano spiragli per poter tenere aperta parte della Vallarsa. È ciò che si augurano Visintin e i soci della cooperativa proprietaria dei campi da tennis e da hockey, oltre che del boschetto dove si svolgono periodicamente feste all´aperto. Diversamente, nel caso peggiore, toccherà sempre al sindaco emettere un´ordinanza di sgombero in virtù del fatto che è responsabile della sicurezza pubblica. Il problema geologico che grava sulla Vallarsa non è di oggi: è sempre stata una zona con equilibri delicati, tanto che qualche anno fa, uno dei campi da tennis, quello a ridosso delle rocce, venne chiuso. Vennero installati paramassi sulla parete rocciosa e adesso il rischio aumenta soprattutto per il fatto che 150 metri dentro la montagna si usano le mine.

Vallarsa: i dubbi di Visintin

Vallarsa, tutti i dubbi di Visintin
(dal quotidiano Alto Adige - 18.3.2011) di Bruno Canali

LAIVES. Dopo la riunione nella quale è emersa la necessità di sgomberare, almeno in parte, l´area della zona Vallarsa occupata dalle strutture della cooperativa privata per lo sport e il tempo libero della quale è presidente Helmut Visintin, si cercano soluzioni meno traumatiche possibili. "Entro lunedì mi incontrerò con il sindaco - spiega Visintin - per capire che fare, alla luce della riunione con i tecnici della variante. «Si prevedono sgomberi - spiega Visintin - almeno nella fase in cui lo scavo della galleria arriverà all´altezza della zona sportiva Vallarsa, ma dobbiamo capire ad esempio se sia possibile mantenere in funzione il ristorante oppure no e anche se si potranno utilizzare almeno due campi da tennis, spostandone la dislocazione. Per ora non ci sono grossi disagi perché la stagione dell´hockey e del pattinaggio è terminata, mentre l´attività del Tennis club dovrebbe iniziare dopo il 10 aprile. L´area non figura tutta ad alto rischio e spero che questo consentirà di mantenere almeno una parte delle attività che normalmente si svolgono alla Vallarsa. Abbiamo insomma qualche giorno di tempo per fare le dovute valutazioni e ne voglio parlare con il sindaco al più presto». Il fronte roccioso alle spalle della zona sportiva Vallarsa è lungo circa 200 metri. Si tratta però della parte più delicata e problematica dal punto di vista geologico e infatti, come aveva spiegato anche l´assessore all´urbanistica Georg Zelger dopo l´incontro con i tecnici, nei prossimi giorni i rocciatori dovrebbero salire sulle rocce per fare delle verifiche. «Lì - aveva spiegato Zelger - si capirà come stanno le cose lassù e quali dovrebbero essere eventualmente gli interventi di messa in sicurezza per poter mantenere la normale attività sportiva e ricreativa nell´area». Visintin spera anche di poter mantenere in funzione la cucina del ristorante, perché attualmente fornisce i pasti agli studenti della vicina scuola agraria italiana. Dovesse chiudere, anche gli studenti rimarrebbero senza un riferimento per il pranzo e l´agraria sarebbe costretta a rivolgersi altrove. Infine, visti gli sviluppi ultimi, si allontana la possibilità che il Comune di Laives possa erogare in tempi brevi il mezzo milione di euro quale contributo per i lavori di copertura del campo da hockey, programmati dalla cooperativa ma non ancora avviati, proprio per l´incertezza della situazione. Tra gli scenari peggiori, già si è ipotizzato anche quello di un abbandono definitivo dell´area Vallarsa, per spostare tutto altrove. E´ l´ultima spiaggia se dalla perizia geologica dovesse emergere che sopra la zona Vallarsa sussiste una situazione di grave pericolo.

Vallarsa: chiusura imminente

Zona Vallarsa: chiusura imminente
(dal quotidiano Alto Adige - 16.3.2011) di Bruno Canali

LAIVES. Si va verso la chiusura per motivi di sicurezza della zona sportiva Vallarsa. L´ipotesi, sempre più concreta, è maturata ieri in occasione di un vertice in municipio. «È del tutto probabile che sia necessario già dalla prossima settimana», dice Georg Zelger, assessore all´urbanistica. L´incontro di ieri, presenti amministratori comunali, tecnici della galleria e alcuni privati, serviva proprio per stabilire come procedere prossimamente in zona Vallarsa, perché la perforazione della galleria stradale per la variante sta arrivando all´altezza della parte più critica dal punto di vista geologico e il rischio è che, con l´esplosione delle mine nelle viscere della montagna, possano cadere massi sulle strutture a ridosso delle rocce. «Ancora non sappiamo esattamente i tempi e la durata - spiega l´assessore Zelger - ma ci hanno prospettato la possibilità che già dalla prossima settimana si possa iniziare. Di certo c´è che per metà aprile dovremmo avere a disposizione i risultati della perizia geologica e con questi in mano sarà il momento per stabilire definitivamente cosa fare in Vallarsa. A quanto pare bisognerà chiudere per evitare rischi, essendo un´area ricreativa frequentata dal pubblico». Al summit sulla sicurezza erano presenti anche i titolari di alcune aziende che si trovano a ridosso della montagna. Per loro però ci sarebbero meno problemi: per il deposito della ditta Santini ad esempio, nessun problema e anzi, lo scavo della galleria stradale avrebbe già superato lo spazio di sua pertinenza; per quanto riguarda invece la Euroline, la soluzione potrebbe essere lo spostamento in avanti della barriera di new jersey già posta in essere in passato, quando erano caduti dei massi nel cortile; quando verranno fatte brillare le mine alle spalle dell´azienda, i tecnici provvederanno ad avvisare il personale. Rimane infine la zona sportiva Vallarsa, proprietà di una cooperativa privata che lì ha alcuni campi da tennis, un ristorante e il campo da hockey, oltre ad uno spazio normalmente utilizzato per le feste all´aperto. L´area, come detto, si trova nel punto più critico di tutto il versante roccioso sotto il quale si sta scavando la galleria. È vero che il tunnel passerà a circa 150 metri di profondità alle spalle di campi ed edificio di servizio, però le volate delle mine sicuramente faranno vibrare le rocce, dalle quali già in passato erano caduti massi. Ci sono effettivamente già dei paramassi e delle reti installati negli anni scorsi ma, a quanto sembrerebbe, il rischio maggiore non deriverebbe tanto dalla parete a picco sui campi, quanto dalla parte ancora più sopra, caratterizzata da massi instabili e molto fessurati. «Nei prossimi giorni si dovrà comunque chiudere almeno un paio di giorni per consentire ai rocciatori di salire sulla parete ed effettuare le necessarie verifiche - spiega ancora l´assessore Zelger - e poi, come detto, sarà la diagnosi geologica definitiva, verso metà aprile, a dirci come stanno effettivamente le cose e quali prospettive abbiamo per la zona Vallarsa». Per la cooperativa privata è comunque un brutto colpo, anche perché, stando a queste prime valutazioni, sembrerebbe che sia inevitabile una chiusura più o meno prolungata. Helmut Visintin, il presidente, che ieri non era alla riunione perché impegnato altrove, ha sempre auspicato di poter effettuare chiusure temporanee e parziali durante i lavori della galleria, possibilmente senza dover chiudere il punto di ristoro, per limitare i danni.

Vallarsa: in maggio l´evacuazione

Laives: in maggio l´evacuazione a Vallarsa
(dal quotidiano Alto Adige - 12.3.2011) di Bruno Canali

LAIVES. Sono previsti per maggio, in zona Vallarsa, i provvedimenti straordinari necessari per evitare i rischi legati alla perforazione della galleria stradale. Dati più precisi si conosceranno solo martedì, in occasione dell´incontro incontro tra tecnici, Comune e proprietari privati. Una delle ipotesi che si fa strada è quella dello sgombero, sia pure momentaneo, delle aree più esposte alla caduta massi. L´auspicio dei proprietari è che, se proprio si dovrà fare così, perlomeno si studino soluzioni in grado di ridurre al minimo i disagi. Il problema è legato all´avanzamento del tunnel nella montagna alle spalle della zona Vallarsa, operazione effettuata mediante brillamento di mine, le quali, inevitabilmente, faranno vibrare la roccia, col rischio di far anche precipitare massi. Tra tutte le attività insediate in Vallarsa, le più esposte sarebbero tre: un deposito della ditta Santini, il piazzale della ditta di autotrasporti Euroline e, più a monte, la zona sportiva e ricreativa Vallarsa, proprietà di una cooperativa privata. Ovviamente la prospettiva dell´interruzione delle attività non entusiasma gli interessati: «Noi lì abbiamo un deposito - spiega Mauro Santini - da dove vanno e vengono 3 o 4 camion al giorno. Dovervi rinunciare sarebbe un disagio». Johann Mitterhofer, della ditta di autotrasporti Euroline, è preoccupato: «Noi non possiamo stare fermi nemmeno qualche ora, figurarsi giorni. Dovesse essere così, chiederò che mi trovino un´ alternativa per garantire comunque continuità alla mia attività». Lo scorso anno, nel piazzale della Euroline, erano caduti dei sassi. "Fu quando iniziarono a scoppiare le mine della galleria - ricorda - e allora chiamai anche i carabinieri. Il risultato fu che mi posero una barriera di new jersey lungo il lato verso la montagna. Da allora però non ho più avuto problemi». Helmut Visintin è presidente della cooperativa Vallarsa, che ha i campi da tennis e da hockey sotto un tratto della parete rocciosa particolarmente delicato, dove già in passato vennero installati paramassi. «Alla riunione di martedì chiederò che perlomeno si proceda con le chiusure a tratti, mano a mano che il tunnel avanzerà nella montagna - dice Visintin - perché non possiamo permetterci di chiudere tutto. Da quanto mi è stato accennato, potrebbe durare un mese, a maggio probabilmente, ma se si procederà per tratti, magari si riuscirà a limitare il disagio e a chiudere lo stretto necessario». Visintin si è informato in merito ai dettagli tecnici: «Mi hanno spiegato che la galleria alle spalle della nostra zona sportiva passerà ad una profondità di 110 metri nella montagna e più bassa di circa 40 - 60 metri. La parete rocciosa alle spalle dei campi è lunga circa 200 metri e quindi, se lo scavo con le mine procederà di circa 6 - 8 metri al giorno, come mi hanno detto sia a Pineta, si dovrebbe risolvere tutto nel giro di un mese. Io spero che le chiusure siano momentanee, in concomitanza con le esplosioni». Sulla questione c´è anche una nota del consigliere comunale Chistian Bianchi (Pdl). «Il problema della sicurezza geologica in Vallarsa lo avevamo già sollevato con un´interrogazione in consiglio comunale lo scorso ottobre - ricorda Bianchi - quando la giunta era ancora decisa ad erogare il contributo di 500mila euro alla cooperativa privata per la copertura del campo da pattinaggio. Quanto temuto si è verificato e intanto l´amministrazione comunale ancora non ha preso una decisione".

Vallarsa: copertura, tutto fermo

Vallarsa: copertura, tutto fermo
(dal quotidiano Alto Adige - 9.3.2011) di Bruno Canali

LAIVES. Motori dell´impianto di refrigerazione spenti e stagione conclusa per hockey e pattinaggio al impiant Vallarsa. Si guarda al futuro, che intanto appare estremamente incerto, legato com´è agli studi sui rischi idrogeologici che riguardano l´area della cooperativa. «Praticamente è tutto fermo in attesa degli sviluppi - conferma Helmut Visintin, presidente della cooperativa privata proprietaria dell´area dove si trovano, oltre alla pista ghiacciata, anche i campi da tennis dell´Ssv Leifers -. Stiamo attendendo le verifiche geologiche, per le quali comunque non è ancora chiarito chi dovrà pagarle. Noi abbiamo in ballo alcuni interventi, il più significativo dei quali è la copertura del campo da pattinaggio, ma è ovvio che fino a quando non sapremo cosa ci aspetta, non possiamo proseguire, nonostante la fretta». Il problema era emerso in tutta la sua delicatezza quando il consigliere Christian Bianchi, davanti alla volontà della giunta comunale di assegnare il previsto contributo di mezzo milione di euro alla cooperativa della zona Vallarsa, aveva messo in guardia tutti, ricordando che nel frattempo un decreto provinciale sulla sicurezza e i rischi, del 5 agosto 2008, aveva introdotto misure più restrittive. L´area Vallarsa, stretta tra pareti rocciose a picco sui campi ed il rio, sarebbe classificata tra quelle a maggior rischio. Essendo poi un´ area privata a tutti gli effetti, sempre secondo il decreto provinciale, verifiche e progetti di messa in sicurezza dovrebbero essere a spese del proprietario. Da qui anche la cautela della giunta comunale, che ha preferito congelare il contributo in attesa di capire ciò che sarà da fare per le opere di messa in sicurezza e, soprattutto, chi le pagherà.

Under 18 auf Hechtepost

Die Under 18 stellt sich vor
(aus der Hechtepost - 31.10.2010)

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Nadine con le campionesse d´Italia

Eagles Bolzano con due obiettivi:
stare in Europa e confermare lo scudetto

(dal quotidiano Alto Adige - 8.10.2010)

BOLZANO. L´Ev Bozen Eagles incrocia le stecche: le ragazze puntano a confermarsi campionesse d´Italia e superare il primo turno della prestigiosa European Women Champions Cup. Due obiettivi importanti che la compagine bolzanina di hockey non ha alcuna intenzione di fallire. Domenica le "aquile", che nel marzo scorso hanno conquistato il loro ottavo scudetto della storia (fino al 2008 si chiamavano Eagles Bolzano), ospiterano alla Sill (ore 17,15) nella prima di campionato la formazione dell´Appiano Lakers. Il campionato italiano in rosa rispetto alla scorsa stagione torna a quattro società a seguito del prematuro ritiro dell´Asiago. Oltre alle due altoatesine lotteranno per il tricolore Agordo Hockey e Real Torino. L´ossatura delle Eagles è rimasta pressoché invariata rispetto allo scorso anno. Qualche nuovo innesto proveniente dal resto della provincia per restare la squadra più forte dal glorioso passato. L´impegno clou della stagione sarà però tra meno di un mese in campo internazionale. Abbandonato il progetto di far disputare alla nazionale l´Elite Women Hockey League (l´Alpenliga), da venerdì 29 a domenica 31, le bolzanine torneranno a graffiare il ghiaccio del Palaonda per disputare gli incontri valevoli per la fase eliminatoria dell´EWCC, la Coppa Campioni al femminile che quest´anno vede al via ben 20 Nazioni. La formazione allenata da Massimo Fedrizzi punta alla vittoria del girone e proseguire l´avventura in Europa. Le avversarie delle campionesse d´Italia saranno, nell´ordine, le spagnole del Valladolid Panthers, le britanniche dello Slough Panthons e le campionesse svizzere del Lugano. Sarà la sfida contro le elvetiche quella decisiva per accedere al secondo turno. A livello di formazione sono approdate alle Eagles, Eleonora Bonafini, proveniente dal Val Rendena, Nadine Zaccherini dal Laives ed Hanna Elliscasis dal Dobbiaco. Con l´estremo difensore Giulia Mazzocchi ormai una garanzia della gabbia biancorossa, il reparto arretrato sarà coordinato da due colonne come Rebecca Fiorese e Michela Angeloni. In attacco garanzie le daranno le "sempreverdi" Evelyn Bazzanella, ripresasi dopo il brutto infortunio alla gamba occorsole nei playoff dello scorso campionato, e Waltraud Kaser. Tra le giocatrici che si sono messe già in luce sicuramente Diana Da Rugna, Beatrix Larger e Sabrina Hofer. Per il settore femminile nel 2011 ci sarà l´impegno della nazionale. Le azzurre giocheranno dal 4 al 10 aprile a Caen nel Mondiale di II.a divisione.

Esternazioni fra biotopo e ghiaccio

Bianchi: «Biotopo in zona a rischio»
(dal quotidiano Alto Adige - 6.10.2010) di Bruno Canali

LAIVES. Il progetto della cittadella dello sport comprende anche un biotopo, nella campagna posta tra zona Galizia e nuovo cimitero. Ma il nuovo piano delle zone a rischio idrogeologico potrebbe creare qualche problema, come nella zona Vallarsa per pista ghiacciata e campi da tennis. A farlo presente è il consigliere Christian Bianchi (Pdl) che cita le indicazioni contenute nel decreto provinciale con le norme per queste aree e i risultati di un piano del rischio commissionato dal Comune di Laives e consegnato il 10 agosto scorso. Si tratta di norme più rigorose di quelle del passato e prendono in considerazione i rischi idrogeologici secondo diversi gradi di pericolosità. «Nel decreto, all´articolo 9 - spiega Bianchi - vengono considerati proprio gli impianti sportivi e del tempo libero. Tali impianti che si trovino in zone di pericolo idrogeologico elevato o molto elevato, sono da sottoporre alla verifica di compatibilità idrogeologica e idraulica tramite apposito studio realizzato da un professionista competente in materia. Tramite tale verifica - continua Bianchi - debbono essere fissati idonei provvedimenti e prescrizioni, anche di carattere temporaneo, che assicurino, ai sensi delle direttive, il rischio specifico medio (RS2) o inferiore (oggi è RS4, pertanto molto più rischioso). Ove non fossero attuati provvedimenti tesi a garantire la necessaria sicurezza, i tratti interessati dagli impianti debbono essere chiusi o spostati o deve essere ripristinata la destinazione originaria». Tra questi impianti, come detto, figura la zona Vallarsa, posta proprio ai piedi di una parete rocciosa a picco e, a quanto pare, anche la campagna dove sarebbe previsto il biotopo, che nel nuovo piano dovrebbe garantire il bacino di sfogo del rio Lusina in caso di piene. Questo significherebbe che in queste aree non è possibile fare nulla di diverso da quanto già esiste, mentre alla Vallarsa, come minimo bisognerebbe potenziare le protezioni paramassi installate anni orsono e oggi oramai obsolete. «La situazione è molto seria - continua Bianchi riferendosi specificatamente alla zona Vallarsa - perché ancora prima di decidere in merito all´eventuale realizzazione delle strutture richieste dalla cooperativa che la gestisce (il tetto sul campo di pattinaggio al quale il Comune ha destinato un contributo di 500 mila euro, ndr) deve essere fatta un´attenta valutazione sulla reale possibilità di realizzarle. Per deduzione, potremmo essere anche costretti a chiudere tutto per spostare le strutture altrove. La messa in sicurezza della zona sportiva Vallarsa implicherebbe l´enorme spesa per la messa in sicurezza della montagna sovrastante - considera Bianchi - con una spesa che potrebbe addirittura superare quella prevista per la costruzione del tetto. Torna quindi alla ribalta la possibilità - se questa ipotesi dovesse essere confermata - che si debba spostare in zona Galizia anche la pista ghiacciata, magari al posto del velodromo, e così garantire veramente una zona polifunzionale per vari sport». Queste le prospettive preoccupanti per la zona sportiva Vallarsa ma, come detto, altrettanto si profilerebbe anche per il futuro biotopo in zona Galizia, proprio perché l´area dove dovrebbe essere realizzato, tra campi da calcio e cimitero, rientrerebbe tra quelle ad alto rischio idrogeologico, essendo il bacino di sfogo per una eventuale esondazione del rio Lusina che, provenendo da Pineta, scorre proprio a fianco dell´attuale zona sportiva Galizia.

Stadio del ghiaccio in zona Galizia?

«Anche il campo da hockey vada in zona Galizia»
(dal quotidiano Alto Adige - 17.9.2010) di Bruno Canali

LAIVES. La situazione idrogeologica in zona Vallarsa sarà oggetto di un’interrogazione in consiglio comunale. A preannunciarla è il consigliere del Pdl, Christian Bianchi, che intende conoscere la posizione della giunta. «Sappiamo che alla Vallarsa la cooperativa privata proprietaria dell’area intende investire prossimamente parecchi soldi - dice Bianchi - e tenuto conto che siamo in una zona a rischio idrogeologico, sarebbe opportuno chiedersi se questo sia lungimirante, tenuto conto che il Comune ha assegnato un contributo di 500 mila euro. Non dimentichiamoci poi che i lavori di scavo per la galleria potrebbero creare ulteriori rischi». Bianchi quindi avanza un’ipotesi: «Non avrebbe più senso, a questo punto - dice - trasferire il campo da hockey in zona sportiva Galizia, accorpandolo al resto della cittadella prevista? Sul tetto sul campo ghiacciato, la cooperativa ha anche intenzione di installare pannelli fotovoltaici. La Vallarsa non è una zona esposta al sole, meglio sicuramente invece la Galizia, sicuramente più soleggiata. Ritengo insomma che valga la pena di discuterne, in attesa che le perizie geologiche ci dicano il livello di rischio esistente».

Stadio a rischio (idrogeologico)

Vallarsa minacciata dalle frane
(dal quotidiano Alto Adige - 16.9.2010) di Bruno Canali

LAIVES. Il futuro della zona sportiva e ricreativa Vallarsa è nelle mani del geologo. Sarà lui infatti a stabilire se e in base a quali condizioni, si possano mantenere le strutture sportive oggi esistenti. La verifica tecnica è stata affidata e si attende il responso geologico. Che la zona Vallarsa fosse a rischio idrogeologico non è un mistero, tant’è che negli anni passati sono anche state fatte costose opere di bonifica della parete porfirica a picco sull’area, una parete dalla quale sono caduti a più riprese massi, che hanno anche costretto la cooperativa privata tedesca proprietaria della zona Vallarsa, a chiudere prudenzialmente uno dei tre campi da tennis, il più esposto ad eventuali frane. Tutta la questione però torna adesso di stretta attualità poiché nel frattempo, la cooperativa ha anche presentato un progetto per coprire con un tetto stabile il campo da hockey. Si tratta dell’ultimo lotto (costo previsto 1,4 milioni di euro) che arriva dopo la costruzione della nuova tribuna proprio a ridosso della parete. Il progetto del tetto, predisposto dall’ingegner Pfeifer, è stato presentato qualche sera fa dal presidente dell’Ssv Leifers, Helmut Visintin ed è anche stata l’occasione per parlare di finanziamenti. Tra questi i sono i 500 mila euro che il Comune di Laives ancora lo scorso anno aveva deliberato a favore della cooperativa per i lavori in corso, un contributo comunque subordinato alle finalità pubbliche che l’impianto sportivo dovrà avere. Tutto bene insomma ed entusiasmo alle stelle durante la serata delle porte aperte nella quale questi piani sono stati illustrati, però adesso si profila l’incognita dello studio geologico, cui è legato il destino dell’area Vallarsa. Che sia una zona a rischio non può negarlo nessuno, ma il geologo dirà a quale livello, perché da questo dipenderanno anche i passi successivi, sia dell’amministrazione comunale che - si presume - della cooperativa. Lo scenario che si profila potrebbe contemplare alcune varianti: il geologo conferma la pericolosità della parete rocciosa alle spalle della zona e indica una serie di opere di ulteriore bonifica e messa in sicurezza. Questi interventi però potrebbero costare parecchio e a quel punto la cooperativa privata dovrà valutare se andare avanti con i suoi piani, aggiungendo anche la spesa per la messa in sicurezza oppure fare una scelta diversa, che potrebbe addirittura arrivare al trasferimento di tutto quanto altrove. Ma se il rischio idrogeologico dovesse essere troppo alto, anche il sindaco non potrà esimersi dal prendere provvedimenti essendo per legge garante della pubblica sicurezza. E’ chiaro che alla luce di questi scenari, anche la cooperativa dovrà fare le sue valutazioni e capire se sia il caso di continuare con i sostanziosi investimenti per migliorare complessivamente le strutture sportive e ricreative esistenti, oppure fare una pausa e quantomeno attendere la relazione del geologo per capire quale scenario si aprirà e quali interventi saranno obbligatori per ottenere il via libera in merito alla sicurezza. Si tratta di una situazione molto delicata, proprio perché la cooperativa è in una fase nella quale sta decidendo investimenti importanti. Per questo recentemente c’è stato anche un summit in municipio tra il progettista del tetto, i responsabili dell’amministrazione comunale e il geologo. Adesso quest’ultimo dovrà fare tutte le valutazioni in merito al rischio idrogeologico e il suo parere fornirà la base sulla quale poi decidere come proseguire ovvero, se tutto va bene com’è, oppure se occorre prima di tutto realizzare una ulteriore bonifica della parete.

In Vallarsa non bastano le briciole

Visintin: «Per la Vallarsa non bastano le briciole»
(dal quotidiano Alto Adige - 13.9.2010) di Bruno Canali

SSV Leifers Hockey Panthers Rassegna Stampa - Presseschau - Pressrevie Hechtepost 31.10.2010 Visintin: per la Vallarsa non bastano le briciole - Alto Adige - 13.9.2010 Klicke hier um zu vergrößern - clicca qui per vedere l´ingrandimento>

Fotovolaico e copertura stadio

Vallarsa:
fotovoltaico e copertura fissa per la pista ghiacciata

(dal quotidiano Alto Adige - 10.9.2010) di Bruno Canali

LAIVES. Porte aperte oggi alla zona sportiva e ricreativa Vallarsa dalle 19.30 in poi. Organizza la cooperativa proprietaria della zona in collaborazione con l’Ssv Leifers. Sarà anche l’occasione per presentare al pubblico il progetto di copertura del campo da hockey, in ballo da anni ma che solamente di recente è stato possibile concretizzare grazie alla disponibilità di quasi tutti i soldi necessari. «Per coprire con un tetto il campo - spiega Helmut Visintin, presidente dell’Ssv Leifers - è prevista una spesa attorno al milione e 400 mila euro. Attualmente disponiamo di un milione, ma abbiamo la garanzia che arrivierà anche il resto dei soldi». La copertura dello stadio del ghiaccio è la parte terminale del progetto di trasformazione dell’area iniziato parecchi anni fa, quando la superficie ghiacciata non era ancora artificiale. Il primo investimento della cooperativa (sempre sostenuta comunque anche da finanziamenti pubblici) fu l’installazione dell’impianto di refrigerazione che ha consentito il primo, fondamentale salto di qualità: quello di avere il ghiaccio a prescindere dalle condizioni meteo. Secondo passo, altrettanto significativo, la costruzione delle tribune (e sottostanti servizi) perché prima c’era solo una “castello” di tubi innocenti che oltretutto non era neppure omologato per partite di hockey oltre una certa categoria. La nuova tribuna, completata alcuni anni orsono, è verso la montagna e sotto si trovano spogliatoi e magazzini. Rimaneva la copertura, proprio per avere uno stadio del ghiaccio come si deve. Finora infatti, quando nevicava o pioveva, bisognava interrompere ogni attività. Inoltre, anche in pieno inverno, quando c’è il sole, il ghiaccio rischia di sciogliersi e si ovviava a questo rischio montando e smontando grandi teli che fanno ombra sul rettangolo. È evidente che si tratta di una soluzione laboriosa ed empirica, che impone anche di far andare al massimo l’impianto di refrigerazione che produce il ghiaccio. Occorreva mettere un tetto stabile, come è del resto in tanti altri campi del circondario. Così, appena è stato possibile, è stato dato il via alla progettazione, realizzata dall’ingegner Hans Pfeifer, che verrà presentata questa sera in occasione delle “porte aperte”, insieme anche la prospettiva di installare sul tetto pannelli fotovoltaici: di questo aspetto parlerà Meinhard von Lutz. È evidente che proprio grazie al fotovoltaico si può sperare di risparmiare sui costi notevoli dell’energia necessaria per far funzionare l’impianto di refrigerazione del campo di ghiaccio ed è questa la strada che intende imboccare appena possibile la cooperativa proprietaria dell’area che, lo ricordiamo, comprende anche alcuni campi da tennis. Questa sera di tutto questo si parlerà più estesamente e quindi è prevista anche una visita alle strutture della zona sportiva e ricreativa Vallarsa. Non mancherà nemmeno la parte più “leggera”, con il rinfresco e un momento musicale all’aperto.

Nuovo allenatore per le Pantere

Alla guida dei Panthers Leifers arriva il ceko Pavel Ekrt
(dal quotidiano Alto Adige - 21.5.2010) di Bruno Canali

LAIVES. Novità in vista per la prossima stagione agonistica dell’Ssv Leifers hockey Panthers. E’ arrivato il nuovo allenatore Pavel Ekrt, 64 anni, di Pils, in Cekia e la società lo ha presentato recentemente in zona Vallarsa. Ekrt, che è padre di Martin Ekrt, attuale allenatore delle giovanili del Caldaro hockey, arriva da Vienna, dove ha allenato la giovanile di hockey. Intanto, domenica 30 maggio, durante la grande fiera di Laives, ci sarà anche il vaso della fortuna allestito dall’Ssv Leifers hockey Panthers tra le bancarelle di via Kennedy.

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